Rotz, kherchle bon Holighen Margareten / Rotzo, chiesetta di Santa Margherita

Il 20 luglio di ogni anno la comunità di Recoaro dona un cero alla Chiesa di Santa Margherita a Rotzo, il più antico edificio sacro eretto nei Sette Comuni. Il cero viene accompagnato da una delegazione del gruppo cimbro di Rovegliana di Recoaro che a piedi compie un pellegrinaggio a piedi lungo di oltre 50 chilometri lungo antico percorso. Fino a tutto il XIII secolo ogni estate un gruppo di fedeli di Rovegliana partiva in processione con un cero di circa tre chili e mezzo e lo portava in tributo a Rotzo, alla chiesa “madre” di Santa Margherita, nel 2017 la tradizione votiva è stata ripresa, dopo quasi 800 anni, dal Gruppo Cimbro di Recoaro.

Come contributo di valorizzazione e visibilità al tradizionale pellegrinaggio da Rovegliana a Rotzo/Santa Margherita del 20 luglio, una proposta di percorrere a piedi, in costume cimbro, un breve itinerario che da Rotzo ci conduce a Santa Margherita percorrendo un breve ma suggestivo tratto della Campagna di Rotzo.

Il percorso è di circa 25’: partendo a piedi alle 10:00 da Rotzo si raggiungerà Santa Margherita alle 10:30, qui seguirà tutto come da tradizionale programma.

SANTA MARGHERITA DI ANTIOCHIA DI PISIDIA (Anatolia orientale), nota anche col nome di Marina, martire al tempo dell’imperatore Diocleziano (284 – 305 d.C.), è stata una figura cardine della religiosità della nostra gente.

CHIESA DI SANTA MARGHERITA Non esistono molti documenti circa l’origine della chiesetta. Del suo passato e della sua erezione si sa ben poco. L’origine dell’edificio si colloca attorno al 1100, si trova tra Rotzo e la frazione verso ovest di Castelletto, proprio al centro quindi del territorio più “storico” dei Sette Comuni, con il Bostel (villaggio retino e primo insediamento umano), l’Altarknotto, l’Altaburg.

LA CAMPANA DEL 1439 La chiesa di Santa Margherita conserva un’antica campana bronzea fabbricata a Vicenza nel 1439 nella fonderia dell’artigiano nativo di Recoaro Marco Deleore (Dalle Ore). La comunità di Rotzo la riteneva miracolosa perché al suo suono si “rompevano le tempeste che si formavano sull’Altaburg”. L’esercito austriaco la trafugò nel 1916. Divenuta bottino di guerra, grazie al riconoscimento del suo valore storico, fu risparmiata dalla fusione e quindi restituita dopo la grande guerra alla sua sede originaria come segno di conciliazione e di pace. È esposta sulla destra della navata e corredata di note storiche.

SANTA MARGHERITA NELLA TRADIZIONE CIMBRA Santa Margherita vegliava sulle strade degli scambi fra i “cimbri”, in particolare sulle donne e sui nascituri, e il suo culto è la traccia tangibile del legame etnico ed antropologico esteso su un ampio territorio montano sulle Prealpi trentine, vicentine e veronesi per un tempo lungo oltre mezzo millennio. I Cimbri erano devoti a Santa Margherita (o Marina) martire fanciulla del III secolo per l’esempio di straordinaria determinazione e coraggio dimostrati da Margherita nella persecuzione e nel martirio.

A ROVEGLIANA, ORA FRAZIONE DI RECOARO, ma un tempo primo comune autonomo dell’alta valle dell’Agno, sorge la chiesa di Santa Margherita, eretta nel 1960 sopra il preesistente edificio, che aveva la facciata rivolta nel senso opposto. La chiesa è documentata nel corso del XIII secolo, dipendente dalla Pieve di Montecchio, e fu eretta in Parrocchia prima del 1453.

UNA TRADIZIONE RISALENTE AD UNA DATA NON ANCORA INDIVIDUATA con precisione, senz’altro in relazione al primo stanziamento “cimbro” nel territorio di Rovegliana, e fino al 1272, la Parrocchia (da cui si diramarono poi Recoaro e Fongara) aveva l’obbligo di portare il 20 luglio di ogni anno un cero di sette libbre (circa tre chili e mezzo) alla chiesa di Santa Margherita. Oggi il cero è opera di alcuni componenti del gruppo, fatto con cera donata dagli apicoltori recoaresi, arricchito da un decoro introdotto dalla “maestra” dei filò Bruna Pace.

LA MESSA CON TUTTI I PRETI NATIVI DI ROTZO e quanti operanti nei Sette Comuni è animata da canti nell’antico idioma germanico. Così come da tradizione risalente al 1272 con questa cerimonia il gruppo della comunità cimbra di Recoaro dona annualmente all’antica chiesetta altopianese il cero votivo rinsaldando così il secolare legame di amicizia con Rotzo e l’intero territorio dei Sette Comuni.

LA DIFFUSIONE DEL CULTO La diffusione del culto di Santa Margherita colpisce per l’estensione puntuale nei territori di insediamento dei cimbri in particolare lungo le vie della pastorizia. È una devozione intensa, legata anche alla protezione che si credeva fosse accordata dalla Santa alle partorienti ed ai nascituri. Santa Margherita rappresenta la virtù teologale della “fortezza”, che si avvicina sul piano psicologico all’attitudine delle donne cimbre rispetto alle forti asprezze e difficoltà dell’esistenza.

A BOSCO CHIESANUOVA IN LESSINIA la chiesa dedicata a Santa Margherita è documentata dal 1375. A nord dell’abitato di Roncà si trova la chiesa di S. Margherita o kherchle “chiesetta”, a 400 metri sul livello del mare, rivolta ad oriente, cioè verso Gerusalemme. Fu costruita col basalto del luogo. La frazione di Santa Margherita era chiamata Costalberto ed è documentata dal XIII secolo.

A DURLO IN LESSINIA ora frazione di Crespadoro, fu eretta una cappella dedicata a Santa Margherita, dipendente dalla Pieve di Santa Maria in Chiampo, per devozione dei lavoratori tedeschi scesi sui monti Lessini a disboscare e mettere a coltura la terra. Santa Margherita divenne presto chiesa parrocchiale autonoma («Rationes decimarum, 1297- 1303»). Restaurata più volte, fu demolita nel 1792 e ricostruita “ex novo” alla fine del XVIII secolo; fu consacrata il 15 ottobre 1882.

A POSINA, NELLA VALLE OMONIMA, abbiamo la Parrocchiale di Santa Margherita, di cui il Maccà (“Storia del territorio vicentino, 1815), scrive: “La chiesa parrocchiale vecchia di Posena intitolavasi s. Margherita, come raccogliesi da un documento del 1446, 16 maggio”. La chiesa aveva il suo portico, come l’avevano per lo più le chiese antiche, questa fu eretta in parrocchiale e separata da quella di Velo nell’anno 1403. Fu reedificata poco dopo la metà del secolo XVI. L’ultimo restauro, durato un anno, risale al 2007.

SANTA MARGHERITA È UNA FRAZIONE DEL COMUNE DI ALA (TN), BASSA VALLAGARINA, sulla sinistra orografica del fiume Adige, con circa 1000 abitanti. Fu comune autonomo fino al 1928 quando venne soppresso e aggregato al comune di Ala. Caratteristica del paese è la torre romanica, situata accanto alla chiesa, che fu fatta costruire nel 1214 dal principe vescovo trentino Federico Vanga a guardia dell’ospizio sulla strada imperiale e a protezione dei viandanti.

A CASTELNUOVO (TN) IN VASUGANA La chiesa sorge sulle pendici del Monte Civerone. Tra le più antiche della vallata, sopravvisse alla distruzione quattrocentesca cui andò incontro il paese. Venne eretta intorno al 1100, ampliata nella seconda metà del Cinquecento con l’aggiunta di un protiro rinascimentale, che ancora oggi si può ammirare, in seguito rimaneggiata nel 1846. Fino alla fine del XVIII secolo venne curata da un eremita. Una leggenda locale vuole che le colonne del protiro siano state prelevate dall’antico castello di Castelnuovo.

SANTA MARGHERITA A TRENTO La chiesa sorge quasi di fronte alla basilica di Santa Maria Maggiore, lungo via Rosmini, con orientamento a est. Di origini medievali, l’edificio fu ampliato nel 1727 e restaurato nel 1831, per volere dell’allora proprietario Antonio Rosmini, noto filosofo trentino. La facciata a tempio classico tetrastilo, è ripartita da paraste dotate di capitello ionico. L’interno si articola in una navata conclusa da un presbiterio rettangolare fiancheggiato da matronei.

Gianna Dalle Rive
Andrea Cunico Jegary